Spalletti: “Che festa sarebbe senza i 3 punti? Lunedì o martedì parleremo del futuro”

Spalletti: "Che festa sarebbe se non ci fossero i tre punti? La prima cosa da ricordare è che dobbiamo fare questa partita nella maniera corretta"


Battere il Genoa per arrivare secondi e festeggiare nel migliore dei modi l’ultima di Totti. Proprio sul capitano è concentrata tutta l’attenzione dei tifosi, ma Spalletti non vuole che si perda di vista l’obiettivo dei tre punti:

“Le insidie sono sempre le stesse e le maggiori sono che la testa venga portata su un altro tipo di attenzione ugualmente bellissima. Che festa sarebbe se non ci fossero i tre punti? La prima cosa da ricordare è che dobbiamo fare questa partita nella maniera corretta”.

LA STAGIONE – “Di confronti ce ne sono stati tanti. Forse la cosa fondamentale è di avere usato quella strategia, cioè ogni volta si riparte da zero. C’è bisogno del noi per vincere le partite, i titoli e fare i grandi risutlati. Questo ripartire è stato fondamentale perché non abbiamo mai preso imbarcate. Abbiamo perso delle partite fondamentali e non ce le scordiamo mai, però ne abbiamo anche vinte. È stata questa la qualità della squadra”.

TOTTI – “Totti giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante secondo me. Cosa significa allenarlo? Significa essere fortunati perché io ho avuto la possibilità di apprezzarlo e vedere la qualità del suo piede e delle sue giocate, di accorgermi qualche volta in ritardo della sua lettura. Sono uno fortunatissimo nel senso che io l’ho visto segnare per tante volte e ce ne sono molti che potrebbero essere messi in fila come i più belli. In questa cosa qui c’è da vedere quello che gli dice di fare il suo sentimento, deve ancora esprimersi. Vorrei sentirlo contento della decisione da prendere sul suo futuro. Il pensiero che mi lega di più a Francesco è quella della qualità e della personalità del giocatore quando entra in campo, lui ha carattere. La cosa che mi ha dato fastidio? Nessuna. Ci sono state volte in cui non ho condiviso la sua presa di posizione, ma qui siamo colpevoli tutti. Essere capitano di una squadra vuol dire poi qualche volta donare tutto quello che hai agli altri e lui l’ha fatto, ma poi non è arrivato lo stesso messaggio e magari ha annullato la qualità di un altro giocatore. La Roma deve vincere, non ci dobbiamo accontentare della vittoria di Totti perché lui da solo si è visto che non basta. Siamo qui a dover dire le stesse cose che la Roma non ha vinto niente e c’è dentro anche quello che è stato il comportamento di Totti anche se lui numeri importanti li ha fatto. C’è stato qualcosa, otre che la chiave, anche questa potrebbe essere la chiave non solo che ce l’hanno con me. Bisogna lavorare per i risultati tutti. Cosa succede? Che tu mi tiri dentro e poi ce l’ho con Totti perché parlate di Totti e ci si mette contro ai discorsi o spiegazione di un elemento e viene usato lui. Nella volta precedente lui sbagliò sei rigori di fila. Tutte le volte D’Ubaldo titolava il prossimo lo ritiro io e io pensavo secondo me un giocatore quando ne sbaglia tre, nonostante la sua personalità, si può cominciare a parlare del fatto che ne pensi e lui no mister: sintomo di qualità e coraggio. L’allenatore poi sei tu e dici non sarà meglio provare a a farlo battere a qualcun altro? Se si avvicina Francesco io non lo batto, giustamente. Che ne pensi si dice dopo il quarto? E lui, lo ritiro io. L’allenatore deve avere a che fare con 20 giocatori. Il prossimo lo ritiro io, lo ritiro io. Se si fossero segnati due di più magari erano diversi i punti. Non sono qua e io ne posso sbagliare 100 e voi non ne battete uno. In quel momento lì questa cosa mi andò poco bene ma s non trovi chi lo vuole battere diventa difficile. Secondo me, ed è un po’ il discorso in generale, Totti è un dono che è stato fatto a tutti quelli che amano questo sport e qui gli vogliamo tutti bene. Poi ogni tanto viene usato per altri fini”.

FUTURO – “Bisogna arrivare in fondo, come ci siamo detti. Dobbiamo essere bravi nella coerenza di quello che ci siamo detti in allenamento. Siamo a un passo dall’obiettivo e non vogliamo sbagliare niente. Dobbiamo essere concentrati e prendere i tre punti per questa festa perché altrimenti ce la fanno gli altri. Il Napoli non mollerà come non l’abbiamo fatto noi. Questa squadra è fortissima: a volte ha perso, ma non ha mai tradito. Questa è una squadra da Roma perché ogni volta ha fatto vedere la sua forza”.

INTER – “Confermo? Io confermo che voglio fare le cose migliori per domani. Noi si tenta di remare tutti verso la stessa direzione, che è quella di fare sempre più grande la Roma e ora c’è l’attenzione per vincere questa partita qui e tutti i giocatori entreranno con l’attenzione giusta per farlo. Il resto non conta”.

GLI ALLENATORI – “Non è complicato lavorare in questa città, si può lavorare benissimo. Non c’è niente che si possa disunire, poi gli allenatori cambiano, sono situazioni che si possono fare e ce fanno parte dell’intuizione. Io non so se il prossimo anno la Roma avrà cambiato allenatore. Ci incontreremo in settimana, domani si darà spazio a quello che succede e sullo sviluppo della partita. Se Francesco dice che è l’ultima partita lo spazio sarà per lui. Poi ci si rivede lunedì e martedì con la società per parlare insieme e dirsi due cose”.

FUTURO – “Io ho fatto vedere che nonostante il campionato, facendo le vittorie di fila e la squadra ha lavorato nella maniera corretta facendo risultati importanti e rimangono lì, c’è poco da fare. Questa è una squadra di grande valore, ho avuto la fortuna di allenare una squadra di campioni e se non ho vinto nessun titolo la responsabilità è mia perché la squadra è forte. Ogni volta che abbiamo perso non ne abbiamo perso 2-3 di fila, la partita dopo abbiamo vinto per lavorare con più fiducia. Giocatori eccezionali. Gente come Vermaelen, Gerson, Alisson non hanno mai giocato e devo ringraziarli perché hanno dato un contributo fondamentale per far uscire queste qualità, determinazione, reazione, questa cosa che hai dentro che deve nascere dentro. Che domenica si deve vincere lo sanno tutti poi si deve vedere che hai dentro e sopratutto chi ha giocato poco che continua ad allenarsi sempre alla stessa maniera piggiando l’acceleratore fino in fondo. Quelli che ho fatto giocare non li devo ringraziare, il mio pensiero va a quelli che hanno giocato poco”.

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