All’Olimpico giocano i migranti nel “Torneo dell’Amicizia”

07/06/2017 – Venerdì a partire dalle 21.00 allo Stadio Olimpico ci sarà il secondo Torneo dell’Amicizia, manifestazione che rientra nel progetto del Coni Lazio “Sport senza Confini”, finanziato dalla Regione Lazio in collaborazione con la COOP sociale “Tre Fontane”, la FIGC e le prefetture di Roma, Frosinone e Viterbo.

Al Torneo dell’Amicizia parteciperanno otto squadre composte da rifugiati e migranti, provenienti dai Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) e dagli Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Roma e del Lazio.

Il campo di calcio verrà diviso in due, per ottenere due campi dove si affronteranno quattro squadre da 8 giocatori in partite da 20 minuti a eliminazione diretta e finale per 1° e 2° posto. All’interno del torneo ci sarà l’esibizione di un’orchestra di tamburi e percussioni e un gruppo vocale composti da rifugiati e richiedenti asilo e il coro della scuola “I.C. Belforte del Chienti” di San Basilio, quartiere romano con profonde contaminazioni interculturali.

“Il pallone è così: tante facce diverse cucite insieme in una forma unica, identica da qualunque parte la si guardi – ha dichiarato Rita Visini, assessore allo sport e alle politiche sociale della Regione – mi sembra una bella immagine di come le nostre storie e le nostre provenienze siano, alla fine, solo facce diverse di una stessa umanità. La Regione Lazio è orgogliosa di lavorare insieme al Coni Lazio per un progetto che vuole abbattere i muri della diffidenza e del pregiudizio, non solo verso i migranti ma anche nei confronti di tante persone fragili delle nostre comunità. Ci riusciremo grazie alla straordinaria capacità dello sport di superare tutti i confini”.

“Con vivo piacere aderiamo, per il secondo anno consecutivo, al progetto Sport senza Confini – ha concluso Marco Zonnino, Presidente Cooperativa Tre Fontane – l’idea di realizzare attraverso lo sport un momento di reale condivisione all’insegna della spensieratezza, dell’aiuto reciproco e del contrasto a ogni discriminazione, ci è parso essere il modo migliore per celebrare la prossima giornata Mondiale del Rifugiato, per non far si che la parola accoglienza resti un sostantivo privo di significato”.

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