Tanti auguri Checco Zalone. Il comico è nato il 3 giugno 1977

È ormai il comico per eccellenza d’Italia e grazie ai suoi film, quattro finora, riesce a risollevare le sorti di un settore in profonda crisi. Checco Zalone, al secolo Luca Pasquale Medici, è nato a Bari il 3 giugno 1977 e proprio nella sua città natale ha iniziato a muovere i primi passi da cabarettista e musicista, sempre usando il nome d’arte con cui è diventato famoso.

Diplomato al liceo scientifico, laureato in giurisprudenza, non abbandonò mai la sua passione e negli anni Duemila fece il suo esordio da comico. Prime esperienze tra locali e programmi di Telenorba, approdò sul palco di Zelig e ottenne successo nel 2006 con il pezzo “Siamo una squadra fortissimi”, dedicato alla Nazionale di calcio e trasmessa su Radio Deejay. La canzone riscosse, inaspettatamente, grandi consensi e Zalone si avvicinò così di più al pubblico.

Il suo primo film è “Cado dalle nubi”, uscito nel 2009, prodotto dalla Taodue e distribuito dalla Medusa, per cui fu candidato al David di Donatello per la migliore canzone. Due anni dopo il ritorno sul grande schermo con “Che bella giornata”, altro successo che in soli due giorni di programmazione nelle sale cinematografiche riuscì a incassare quasi 7 milioni di euro, cifre che superano quelle di film come Avatar e Harry Potter. Il terzo film è datato 31 ottobre 2013. “Sole a catinelle” segna il suo record personale visto che dopo quattro giorni nelle sale l’incasso arriva a oltre 18 milioni di euro. Ma non basta perché “Sole a catinelle” superò anche l’incasso italiano di colossal come “Titanic” e ben presto diventò il film più visto dell’anno. Il suo ultimo lavoro, “Quo vado?”, rinnova il successo del comico calabrese.

VITA PRIVATA –  Ha una relazione con Mariangela, donna dalla quale ha avuto due figlie, Gaia e Greta.

“(Mariangela) L’ho conosciuta dieci anni fa. Cantava in una pizzeria. Mi sono presentato: “Sono un musicista matrimonialista e avrei bisogno di una che canta nei matrimoni”. Ma, sfigato come sono, non mi capitarono più matrimoni. Poi ho scoperto che Mariangela aveva vissuto in America e che era di religione evangelica. Ho cercato di convertirla alla religione domestica: la casa, la buona cucina”.


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