Che cos'è la 'pista nera' che potrebbe portare al Mostro di Firenze


Un nuovo indagato e una nuova pista per far luce sui delitti del Mostro di Firenze. Nuovi sviluppi di un caso mai chiuso, all'eterna ricerca del responsabile (o dei responsabili) degli otto duplici omicidi che terrorizzarono le colline toscane. Il magistrato che sta cercando di dare una nuova chiave di lettura a uno mistero che da decenni spaventa e appassiona l'Italia è sempre lui, Paolo Canessa, oggi procuratore di Pistoia, che non ha mai mollato un'inchiesta di cui è ormai la memoria storica. 

A trentadue anni dal

"L'ex legionario sembra sapere"

Peraltro, come ricorda La Nazione, l'arruolamento avvene subito dopo la condanna di Pacciani per l'omicidio di Severino Bonini, sorpreso ad amoreggiare con la sua fidanzata dell'epoca. In quegli anni sia Vigilanti che Pacciani vivevano a Vicchio. Non solo, tornato in Italia Vigilanti avrebbe conosciuto anche la cosiddetta "banda dei sardi" che contese ai "compagni di merende" di Pacciani il ruolo di maggiori sospettati. L'ex legionario avrebbe infatti abitato nella stessa strada dove viveva Salvatore Vinci, a Vaiano.

"L’ex legionario, alto e forte anche oggi che ha 86 anni, è stato accompagnato nei luoghi dei delitti", scrive il giornale fiorentino, "dice e non dice. Sembra però sapere. Molto, tanto che dalle sue parole, i carabinieri sono arrivati a perquisire anche un medico che vive in Mugello il cui grado di coinvolgimento è ancora da chiarire".

Un legame con la strategia della tensione?

Vigilanti era già stato lambito dalle indagini in passato e, nel corso di una perquisizione, era stato trovato in possesso anche di 174 proiettili Winchester serie H, lo stesso tipo di quelli utilizzati dal 'mostro'. Ad indicare i possibili collegamenti tra gli omicidi delle coppiette e le "trame nere", che in molti vogliono retrostanti a larga parte dei misteri d'Italia, c'è anche un esposto, presentato nel 2013 dall'avvocato Vieri Adriani, il legale della coppia di francesi uccisa nel settembre del 1985 agli Scopeti di San Casciano. Era stato lui a sostenere, a suon di esposti, che i delitti, aggiunge il

Una serie di sinistre coincidenze

"Ci sono sinistre vicinanze tra stragi e misteri di quel difficile periodo storico e i delitti del mostro", prosegue La Nazione, "il 4 agosto ’74 esplode la bomba sull’Italicus, il 14 settembre il mostro uccide a Sagginale Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore. Prima che il 6 giugno ’81 a Mosciano venissero massacrati Carmela Di Nuccio e Giovanni Foggi, imperversava la storia della loggia di Licio Gelli e c’era stato l’attentato al Papa, senza dimenticare la bomba a Bologna dell’80. Il 23 ottobre ’81, il giorno dopo l’uccisione a Calenzano di Susanna Cambi e Stefano Baldi, c’era uno sciopero generale. Il giorno prima che Antonella Migliorini e Paolo Mainardi morissero sotto i colpi della calibro 22, era stato ritrovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra il banchiere Roberto Calvi. Il 9 settembre ’83 vengono ritrovati i cadaveri dei tedeschi Uwe Rusch e Horst Meyer: il 10 agosto precedente era evaso Licio Gelli dal carcere svizzero".

Fonte: Agi


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