I Consorzi Abbacchio Romano IGP e Ricotta Romana DOP contro l’accordo Canada-UE


Venerdì 7 luglio 2017 – Il Ceta, trattato di libero scambio tra Europa e Canada, continua a non convincere. L’accordo è vicino alla ratica, evento previsto in Italia, ma diversi consorzi di tutela di prodotti DOP e IGP di Roma e del Lazio sono sul piede di guerra, preoccupati per i fenomeni di pirateria alimentare che si registrerebbero.

Secondo quanto spiegato da Emanuele Marella, presidente del Consorzio di Tutela della Ricotta Romana DOP:
Sarebbe un grave precedente per la nostra filiera perché il Ceta, oltre a penalizzare il parmigiano reggiano, il formaggio più esportato al mondo che potrà essere liberamente prodotto e commercializzato in Canada col nome di parmesan, autorizzerebbe ogni grossolana imitazione anche degli altri, come la nostra ricotta“.

Ben 22 prodotti tipici romani e laziali sui 27 a marchio Dop e Igp sono esclusi da ogni tutela e protezione. Tra questi, appunto, la ricotta romana Dop prodotta da 6 caseifici tra i più importanti del Lazio, garantendo il mantenimento di mille posti di lavoro con un fatturato di un milione e mezzo di euro annuo.

Claudio Celletti, numero uno del consorzio dell’Abbaccio Romano IGP, ha aggiunto:
Accordi del genere si fanno sempre a vantaggio di chi non ha nulla da perdere e contro chi, come noi, ha sposato la causa della tracciabilità, riconoscibilità e qualità della produzione. Chi ha a cuore il rispetto delle regole non può accettare un trattato che autorizza improvvisatori scorretti a fare ciò che vogliono a danno dei consumatori e dei produttori che rispettano i valori etici e sociali. Da noi sono vietati estrogeni ed ormoni e chi li usa si becca, giustamente, una denuncia penale. Mi risulta che in Canada che le cose funzionino diversamente, quindi non vedo perché dovremmo importare carne trattata con sostanze vietate in Italia“.

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