Manifesti blasfemi sulle pensiline dell’Atac

01/07/2017 – Questa mattina alcune pensiline dell’Atac, sparse in diversi punti della città, hanno destato scalpore per le immagini controverse. Sulle pensiline, erano riportate delle pubblicità con chiari riferimenti sessuali.

L’episodio, ha generato reazioni immediate. “Le pubblicità apparse oggi su alcune pensiline gestite dall’azienda dei trasporti romani risultano altamente offensive verso milioni di persone e di stampo completamente blasfemo – accusa il consigliere comunale di Fdi-An, Maurizio Politi.

“Rimaniamo allibiti nel constatare che la cartellonistica pubblicitaria alle fermate Atac dà spazio ad una campagna blasfema – continua il collega di partito e capogruppo in Aula Giulio Cesare, Fabrizio Ghera – dove con esplicite immagini viene ritratto Gesù Cristo in atteggiamenti a sfondo sessuale, peraltro accanto ad un giovane che sembrerebbe proprio un minore”.

Immediata la presa di posizione di Atac. “In relazione al gravissimo atto che ha riguardato alcuni manifesti con immagini blasfeme esposti in alcune unità di fermate bus, Atac precisa che si tratta ovviamente di un atto vandalico. Nessuna autorizzazione è stata concessa da Atac, nè del resto poteva essere concessa da Atac trattandosi di spazi nella piena disponibilità, in base ad un contratto vigente da molti anni, della società Clear Channel. La stessa società Clear Channel – informano dall’azienda dei trasporti – ha già provveduto a presentare denuncia all’autorità giudiziaria mentre tutte le unità in cui sono risultate presente tali scritte blasfeme sono state oscurate, fotografate per prova e rimosse”.

Dura anche la condanna dell’assessore alla Mobilità, Linda Meleo -“Si tratta di un gravissimo atto che condanniamo fermamente. Inoltre vorrei ricordare alle opposizioni che l’azienda ha provveduto subito a mettere in campo tutte le sue forze sin da stamattina e a dare una risposta immediata, eliminando i manifesti con l’aiuto della Polizia Locale. Nessuna autorizzazione è stata concessa da Atac”.

Ora resta da scoprire le motivazioni e gli autori delle immagini e se è stato un atto vandalico o semplice campagna pubblicitaria.

1 COMMENTO

  1. Credo che milioni di persone dovrebbero sentirsi più indignate per la realtà che alcuni (tanti) minori hanno vissuto e vivono all’interno della Chiesa, che per la rappresentazione di questa realtà in forma di denuncia (come credo che sia)

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