Tenere un’arma in casa: sempre una responsabilità, ma basta rispettare le norme di prudenza

Qual è il modo corretto di detenere un’arma in casa? La sensazione è che in Italia ultimamente questa domanda se la sia fatta più di qualche famiglia che sta rimuginando sull’eventuale acquisto di un’arma da fuoco per difesa personale. In effetti dal punto di vista della detenzione di un’arma, ma soprattutto per quanto ne riguarda l’utilizzo qualcosa è cambiato con il nuovo governo Lega-5 Stelle. La metà salviniana dell’esecutivo ha spinto per apportare delle modifiche all’articolo 52 del codice penale riformando la legittima difesa nel nostro paese.

Cosa cambia con la riforma della legittima difesa? Il cambiamento più radicale è quello dell’annullamento del principio di proporzionalità: prima della legge non si poteva sparare ad un ladro disarmato poiché la difesa non sarebbe stata proporzionale all’offesa, ovvero ad un tentativo di furto senza mano armata. Ora invece si può rispondere usando la pistola, si verrà comunque sottoposti a processo ma con la ragione dalla propria parte. Se poi si dimostra che il soggetto che si è difeso si sentisse in condizione di grave turbamento allora non sarà in alcun modo punibile per le sue azioni, il tutto con un aumento delle pene per la violazione di domicilio e furto. Chiaramente solo un giudice potrà decretare la sussistenza di un eventuale stato di turbamento, da questo punto di vista la legge appare sibillina ma l’intenzione è chiara: se un ladro entra in casa sta decidendo di correre dei rischi per la sua incolumità.

Meno controlli per l’acquisto di armi. Attualmente in Italia si possono comprare delle armi al di sotto dei 7,5 joule senza avere necessità di alcun tipo di permesso. Il joule misura la forza di fuoriuscita di un proiettile, raramente un’arma sotto i 7,5 può risultare pericolosa per la vita dell’uomo. Il gruppo parlamentare della Lega ha presentato, nei giorni di approvazione della riforma per la legittima difesa (28 marzo 19), una proposta di legge per alzare il limite da 7,5 a 15 joule, si tratta però di una proposta ancora da discutere.

Dove tengo la mia pistola? Ovunque, basta che non sia in bella vista. Non esiste un vero e proprio vademecum, una regola specifica che spieghi dove riporre la propria arma, l’art. 20 della legge 110 del 1975 recante “norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi”, prevede che la custodia delle armi debba essere assicurata “con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica”. Diciamo che come nel caso del “grave turbamento” di cui facevamo accenno prima, anche nel caso della detenzione corretta di un’arma ci si rifà alla valutazione di un giudice. Quello che invece sappiamo è l’esito di numerose sentenze che hanno portato ad una traccia interpretativa di questa legge piuttosto univoca.

In riferimento alla sentenza n.13570 del 20 marzo 2017 un uomo veniva ritenuto colpevole di tenere la propria arma incongruamente: egli riponeva l’oggetto sotto al materasso, il caricatore in una cassapanca e i colpi nel cassetto di un mobile di un’altra stanza. Per di più l’uomo viveva da solo e in una casa con porta e cancello blindati, per la suprema Corte di Cassazione tutto ciò fu ritenuto sufficiente rispondente al criterio di prudenza. Sottolineiamo che nel caso si viva con la propria famiglia non è necessario celare la presenza dell’arma ai congiunti, l’importante è che sia lontano dalla portata dei minori e di chi non ha assolutamente esperienza nell’utilizzo della stessa.

La soluzione più semplice: secondo la ratio delle sentenza della Cassazione possiamo ribadire che l’importante è non tenere l’arma appesa a una parete, in bella mostra di sé, è sufficiente anche tenerla nel comodino. Ovviamente ciò è quanto deciso dalla legge, la soluzione più comoda e sicura sono gli armadi blindati, sul mercato se ne trovano di svariati tipi, buoni per chi possiede più di un’arma (con un solo porto d’armi si può addirittura detenere un numero illimitato di fucili e carabine con calibro e funzionamento indicati nell’art. 13 della legge 157 del 1992), basta aggiungere una rastrelliera, un tesoretto interno per le munizioni. Gli armadi blindati sono ignifughi, di acciaio, e hanno diverse modalità di apertura come elettronica o con chiave (qui un elenco più specifico di tutte le caratteristiche tecniche).

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