Coronavirus, la quarantena vista da bar e negozi di quartiere: “Chiuso per ordinanza ingestibile”


Coronavirus, la quarantena vista da bar e negozi di quartiere: “Chiuso per ordinanza ingestibile”


Bar aperti, chiusi, a mezzo servizio. File fuori dai negozi, pizzerie aperte ma solo da asporto. La “quarantena” imposta a Milano e a tutta la Lombardia dal decreto governativo dell’8 marzo ha stravolto la vita di tutti. Alla periferia nord della metropoli, in uno degli storici quartieri popolari cittadini, ognuno si è organizzato come ha potuto. C’è chi ha scelto di andare in ferie, chi ha abbassato le serrande per protesta contro “un’ordinanza ingestibile”. Il panettiere che ha tracciato linee per terra e fa schierare i clienti i rigoroso ordine, il fruttivendolo che scherza con le clienti: “Venite signore, tanto ce lo prendiamo tutti”.
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Bar aperti, chiusi, a mezzo servizio. File fuori dai negozi, pizzerie aperte ma solo da asporto. La “quarantena” imposta a Milano e a tutta la Lombardia dal decreto governativo dell’8 marzo ha stravolto la vita di tutti. Alla periferia nord della metropoli, in uno degli storici quartieri popolari cittadini, ognuno si è organizzato come ha potuto. C’è chi ha scelto di andare in ferie, chi ha abbassato le serrande per protesta contro “un’ordinanza ingestibile”. Il panettiere che ha tracciato linee per terra e fa schierare i clienti i rigoroso ordine, il fruttivendolo che scherza con le clienti: “Venite signore, tanto ce lo prendiamo tutti”.
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