“Hanno lasciato morire nostro figlio annegato, i suoi ‘amici’ pensavano a cosa dire ai carabinieri”


“Hanno lasciato morire nostro figlio annegato, i suoi ‘amici’ pensavano a cosa dire ai carabinieri”


I genitori di Liborio Vetrano, il 20enne morto ad aprile del 2019 dopo che l’auto su cui viaggiava insieme ad alcuni coetanei è finita ribaltata in un canale, non ci stanno: con la sentenza emessa a marzo dai giudici di Reggio Emilia, in seguito al patteggiamento dell’autista di quella serata, risultato positivo all’alcoltest, è come se “ce lo hanno ammazzato due volte”. L’unico degli amici della vittima che ha cercato di intervenire ammette: “I soccorsi sono arrivati dopo 45 minuti e gli altri se ne fregavano, forse l’abbiamo presa tutti alla leggera”
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I genitori di Liborio Vetrano, il 20enne morto ad aprile del 2019 dopo che l’auto su cui viaggiava insieme ad alcuni coetanei è finita ribaltata in un canale, non ci stanno: con la sentenza emessa a marzo dai giudici di Reggio Emilia, in seguito al patteggiamento dell’autista di quella serata, risultato positivo all’alcoltest, è come se “ce lo hanno ammazzato due volte”. L’unico degli amici della vittima che ha cercato di intervenire ammette: “I soccorsi sono arrivati dopo 45 minuti e gli altri se ne fregavano, forse l’abbiamo presa tutti alla leggera”
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