Mascherine al lavoro: tutti gli obblighi


Il ritorno alle quotidiane occupazioni e al proprio lavoro avvenuto nella fase due ha fatto tirare un minimo respiro di sollievo all’economia così duramente colpita dall’emergenza Coronavirus. Non è però un ritorno alla completa normalità, in quanto il virus è tutt’altro che debellato e i contagi sembrano aumentare nuovamente.

Anche sul posto di lavoro è quindi necessario adottare delle misure di sicurezza tutte nuove, come ad esempio l’utilizzo di mascherine antivirus come quelle disponibili sul sito web di Maskhaze, e osservare altre regole volte al contenimento del contagio. Peraltro, per quanto stringenti, sono comunque un piccolo prezzo da pagare a fronte della ripresa economica personale e del paese.

Vediamo quindi quali sono queste regole e come seguirle al meglio per la preservazione della propria salute e di quella degli altri.

Mascherine e Dispositivi di protezione Individuali

Mentre fino a qualche mese fa l’utilizzo delle mascherine a lavoro era limitato a una serie di professioni ben precise (basti pensare ai chirurghi, alcuni operai abituati a maneggiare materiali nocivi se inalati, ecc), adesso questo è uno strumento fondamentale per tutti i lavoratori.

Infatti la mascherina è obbligatoria per tutti i lavoratori che hanno contatto col pubblico o tra loro, a tutela della salute di tutti e a dispetto di tutti coloro che si ostinano ancora oggi a osteggiarne l’uso ritenendola fastidiosa se non addirittura nociva, pur non essendoci nessuna evidenza scientifica a riguardo.

Nonostante ciò, infatti, il boom di richieste di mascherine le ha rese per un periodo quasi introvabili, fino a costringere alcuni Stati a vietare la vendita di mascherine ad altre nazioni. Ma facciamo un attimo una distinzione tra mascherine vere e proprie e dispositivi di protezione individuali. Per mascherina si intende quella “da chirurgo”, monouso e dall’efficacia abbastanza limitata nel tempo.

Queste fanno in modo di proteggere gli altri da chi le indossa, limitando l’emissione di droplet e evitando di starnutire e tossire all’esterno. I dispositivi di protezione individuale, anche detti Dpi, sono strumenti di protezione per chi li indossa e ce ne sono di moltissime tipologie e sono classificate sulla base del potere filtrante.

Ovviamente a seconda di quale sia il lavoro che si svolge sarà necessaria, o se vogliamo sufficiente, un determinato tipo di mascherina o dispositivo di protezione individuale diverso. Per una minore protezione, attuabile ad esempio in negozi di abbigliamento o simili, sarà sufficiente una mascherina monouso o anche quelle di stoffa o fatte in casa.

Chiaramente il discorso è diverso ad esempio per gli operatori sanitari che tra le altre precauzioni adotteranno dpi specifici e più protettivi, oltre a schermi in plastica che blocchino le eventuali droplet infette.

Sono diventati ormai di uso comune termini quali FFP1, FFP2 e FFP3, ma cosa stanno ad indicare esattamente? Con questi acronimi indichiamo i “filtering face piece”, una certificazione riconosciuta a livello europeo per classificare le mascherine in base al loro livello protettivo.

 

Le FFP1 filtrano circa il 78% delle polveri, fumo e aerosol, le FFP2 92-95%. Le FFP3 hanno un potere filtrante pari al 100%. Le tipologie 2 e 3 sono considerate efficaci per la protezione dal Coronavirus. Importante è verificare se quelle acquistate siano monouso, quindi valide per circa 8 ore, o riutilizzabili più volte fino a esaurimento del potere filtrante. Tutte queste informazioni si trovano sulle schede tecniche presenti nelle confezioni dei dpi o sulla confezione.

Se notiamo la sigla MN significa che queste sono monouso. Alcune sono anche dotate di valvola che però, se da un lato permette una migliore respirazione per chi le utilizza, dall’altro riduce il contenimento di particelle emesse, per cui protegge maggiormente chi la indossa piuttosto che gli altri.

Quando vanno utilizzate le mascherine e i Dpi

È bene precisare che le norme previste per le aziende e le attività lavorative vanno seguite alla lettera non solo per preservare la propria salute, ma anche perché le pene per le trasgressioni vanno da salatissime multe alla vera e propria sospensione dell’attività. Detto questo passiamo a vedere quali siano queste regole.

La distanza di sicurezza da rispettare sul posto di lavoro è sempre quella di un metro. Qualora non fosse possibile garantire questa distanza tra i lavoratori allora questi sono obbligati a indossare mascherine o dispositivi di protezione individuale. Viene demandato alle aziende di stabilire quale tipo di dispositivo individuale adottare sulla base di una attenta valutazione dei rischi.

Ciò però non vale per tutti gli ambiti, ad esempio per quanto riguarda i voli di linea sia i dipendenti che i viaggiatori sono obbligati a indossare mascherine dalla chirurgica in poi. Non può essere utilizzata infatti alcuna mascherina fai da te, di carta o di stoffa.

Nel momento in cui il lavoratore si trovi da solo nell’ambiente lavorativo può ovviamente togliere la mascherina, salvo poi indossarla nuovamente nel momento in cui abbia a che fare con un collega o un cliente.

Ovviamente queste norme valgono anche per i lavoratori delle scuole, ambito tanto dibattuto nelle ultime settimane e che vede ancora molti punti non troppo chiari.

Per essere sempre informati sulle nuove normative, consigliamo di consultare il sito del Ministero della Salute.

 

 

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