Massimo e Gino, uniti contro l’omofobia. A Giarre “sposi” nel ricordo di Giorgio e Toni


Massimo e Gino, uniti contro l’omofobia. A Giarre “sposi” nel ricordo di Giorgio e Toni


A Giarre, quarant’anni dopo la morte di Giorgio Giammona e Antonio Galatola, Massimo Milani e Gino Campanella, dopo 42 anni da compagni di vita, si sono uniti civilmente. Una data “personale e politica, come tutta la nostra vita”. I fatti di Giarre, una piccola città in provincia di Catania, hanno segnato la storia del movimento Lgbt+ italiano. Di lì a poco nasce l’Arcigay, che vede Massimo e Gino tra i suoi fondatori. “In un giorno di violenza, volevamo regalare un gesto d’amore”, dicono a Fanpage.it. Ma un’unione civile non è un punto d’arrivo. E la strada per il riconoscimento dei diritti all’intera comunità arcobaleno è lunga: “Abbiamo la classe politica più omofoba d’Europa – ricordano Massimo e Gino – Sono responsabili di ogni atto violento, la storia li ha già condannati”.
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A Giarre, quarant’anni dopo la morte di Giorgio Giammona e Antonio Galatola, Massimo Milani e Gino Campanella, dopo 42 anni da compagni di vita, si sono uniti civilmente. Una data “personale e politica, come tutta la nostra vita”. I fatti di Giarre, una piccola città in provincia di Catania, hanno segnato la storia del movimento Lgbt+ italiano. Di lì a poco nasce l’Arcigay, che vede Massimo e Gino tra i suoi fondatori. “In un giorno di violenza, volevamo regalare un gesto d’amore”, dicono a Fanpage.it. Ma un’unione civile non è un punto d’arrivo. E la strada per il riconoscimento dei diritti all’intera comunità arcobaleno è lunga: “Abbiamo la classe politica più omofoba d’Europa – ricordano Massimo e Gino – Sono responsabili di ogni atto violento, la storia li ha già condannati”.
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