Perché l’eruzione dell’Etna non è niente di particolare, spiegato da un vulcanologo


Perché l’eruzione dell’Etna non è niente di particolare, spiegato da un vulcanologo


Il tramonto di ieri sera, a Catania, è stato arricchito da una spettacolare performance dell’Etna. Un parossismo normale avvenuto però nel momento giusto: il cielo limpido, i colori rosati delle ultime ore del giorno e la pioggia di cenere e lapilli, grazie al vento nella giusta direzione, a garantire gli effetti speciali sulle strade del capoluogo: “I quattro crateri sommitali sono attivi tutti contemporaneamente, è questa la situazione un po’ più originale – spiega Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – È così da fine estate, ma per ritrovare una situazione simile dobbiamo tornare alla fine degli anni Novanta”
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Il tramonto di ieri sera, a Catania, è stato arricchito da una spettacolare performance dell’Etna. Un parossismo normale avvenuto però nel momento giusto: il cielo limpido, i colori rosati delle ultime ore del giorno e la pioggia di cenere e lapilli, grazie al vento nella giusta direzione, a garantire gli effetti speciali sulle strade del capoluogo: “I quattro crateri sommitali sono attivi tutti contemporaneamente, è questa la situazione un po’ più originale – spiega Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – È così da fine estate, ma per ritrovare una situazione simile dobbiamo tornare alla fine degli anni Novanta”
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