Peppino Impastato “il ribelle”, il giornalista che pagò con la vita le sue denunce contro la mafia


Peppino Impastato “il ribelle”, il giornalista che pagò con la vita le sue denunce contro la mafia


Sono trascorsi 43 anni da quando la mafia uccise Peppino Impastato, giornalista e militante politico siciliano che pagò con la vita le sue denunce pubbliche contro il malaffare di Cosa nostra. Le indagini sulla morte di Impastato furono subito depistate: “Si voleva far credere che Peppino fosse morto mentre stava maneggiando l’esplosivo” racconta Paolo Chirco, uno dei compagni storici del giornalista siciliano ucciso dalla mafia. Ci sono voluti 23 anni perché Peppino venisse riconosciuto come vittima di mafia.
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Sono trascorsi 43 anni da quando la mafia uccise Peppino Impastato, giornalista e militante politico siciliano che pagò con la vita le sue denunce pubbliche contro il malaffare di Cosa nostra. Le indagini sulla morte di Impastato furono subito depistate: “Si voleva far credere che Peppino fosse morto mentre stava maneggiando l’esplosivo” racconta Paolo Chirco, uno dei compagni storici del giornalista siciliano ucciso dalla mafia. Ci sono voluti 23 anni perché Peppino venisse riconosciuto come vittima di mafia.
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