Totti: “Così sto male. Chiedo rispetto per quanto ho dato a società e squadra”

Roma, arriva lo sfogo di Totti: “Il mio rapporto con Spalletti? Un rapporto da buongiorno e buonasera. Mi scade il contratto a giugno e valuterò qualsiasi cosa dovesse uscire”

Gli ultimi vent’anni della Roma sono indissolubilmente legati a una figura, quella di Totti. Ha iniziato che era poco più di un ragazzino e ora è un uomo vicino alla fine della carriera, ma non tutto sta andando come avrebbe immaginato e lo sfogo pubblico delle ultime ore ne è la dimostrazione. Lui che è una bandiera, ha trascinato la squadra e nei momenti peggiori è stato messo sotto accusa dai tifosi giallorossi (sì  è idolatrato, ma non c’è sempre stato il sereno tra lui e la gente romanista)  adesso si ritrova relegato in panchina e non per problemi fisici. La frattura con Spalletti sembra insanabile sentendo le parole rilasciate dal capitano al Tg 1 nell’intervista che andrà in onda integralmente nella trasmissione 90° minuto (qui la versione integrale):

Il mio rapporto con Spalletti? Un rapporto da buongiorno e buonasera, però lo stimo sia come persona sia come allenatore. Certo, sarebbe stato meglio che mi avesse detto in faccia cose che invece ho letto solo sui giornali. Gestirmi meglio sarebbe un bene per tutti. Avere rispetto in primis per quanto dato a questa società, alla squadra. Ho cercato di mettere la faccia davanti a tutti”.

Vive con malessere questa situazione e ora è facile intuire che il “ma che ci fai con me, ormai?” rivolto al giornalista nel post Roma-Real fosse più di una semplice battuta. Sì, perché Totti nella sfida europea contro le merengues si è dovuto accontentare degli ultimi minuti di gioco e per di più subito dopo il raddoppio degli avversari. Uno schiaffo che probabilmente poteva essergli evitato, ma che il mister non ha colto.

Non sto qua a dire: ‘Voglio giocare’. Non l’ho mai detto a nessuno. Io sto bene, sono a disposizione, mi scade il contratto a giugno e valuterò qualsiasi cosa dovesse uscire. Anche perché così non riesco a starci, mi dispiace. Sto male io e la gente che mi sta intorno. Incontro con Pallotta? Mi metterò a tavolino, io diro la mia, lui mi dirà la sua, sperando che tutti siano contenti. La cosa che mi aspetto da questo incontro è la correttezza”.

Adesso il pallone passa a Pallotta. Stavolta è il presidente che deve decidere definitivamente che ne sarà di Totti: lasciarlo andare altrove e fargli chiudere la carriera in un’altra squadra o senza nessun ruolo futuro nella società – come successo a Del Piero e Maldini, ad esempio – oppure chiudere insieme e aprire un nuovo ciclo? Una cosa è certa e va riconosciuta: Totti è la Roma.

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