La fondazione del Partito Marxista-Leninista Italiano il 9 aprile 1977

Fondato il 9 aprile 1977, il Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI) fu voluto dai militanti che entrarono a far parte del Partito Comunista d’Italia e che ne uscirono nel 1969 per dare vita all’Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista. E a vent’anni della fondazione fu Giovanni Scuderi a parlare del Partito e a spiegare la sua funzione:

“Il PMLI è l’erede dei rivoluzionari che nel 1892 tentarono per la prima volta di dare al proletariato il suo partito per abbattere il capitalismo e conquistare il socialismo, dei rivoluzionari che nel 1921 si divisero dai riformisti, di fronte al palese tradimento di Turati. Esso però non rappresenta la continuità del PSI e del PCI, entrambi controllati fin dalla nascita dalla borghesia e dai suoi agenti travestiti da comunisti […] Mentre tutti i partiti parlamenti, anche chi fa finta di combatterlo, abbracciano il liberalismo, noi continuiamo ad attenerci al marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Perché solo seguendo i suoi insegnamenti il proletariato può essere ideologicamente autonomo e indipendente dalla borghesia, può combattere con successo su tutti i piani la classe dominante borghese e il suo governo, difendere i suoi interessi immediati, abbattere il capitalismo, conquistare il potere politico e realizzare il socialismo. Non esistono valori comuni, cultura comune, interessi comuni tra il proletariato e la borghesia. Tutto ha un carattere di classe. Un pensiero, un atto, una misura, una morale, una politica, un partito, così come un’economia e uno Stato, o appartiene al proletariato o appartiene alla borghesia”.

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