Parco Archeologico del Colosseo, scontro tra Campidoglio e Mibact

Raggi: "È un atto molto importante perché, da sindaca di Roma, non posso accettare che dall'alto vengano calate scelte che compromettano la gestione della città"

Il Campidoglio fa ricorso al Tar contro l’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, voluta dal Ministero dei beni, delle attività culturali e del Turismo, perché lesivo degli interessi di Roma Capitale.

Su input della Giunta capitolina l’Avvocatura ha presentato ricorso davanti il Tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact del 12 gennaio 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il successivo 10 marzo 2017, nonché del decreto n.149 del 27 febbraio 2017, quale atto connesso e conseguente, con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco Archeologico del Colosseo.

A spiegare i motivi che hanno spinto alla presentazione del ricorso è stata la sindaca Raggi nella conferenza alla quale ha presenziato anche Luca Bergamo:

“È un atto molto importante perché, da sindaca di Roma, non posso accettare che dall’alto vengano calate scelte che compromettano la gestione della città e la vita dei suoi cittadini. Non posso sorvolare sul fatto che lo Stato centrale voglia gestire, in totale autonomia senza consultare nessuno, il territorio della città che, invece, è patrimonio dei suoi cittadini. Roma è patrimonio del mondo; di chi vi abita; di chi ogni giorno viene qui per lavoro o studio; di chi viene per ammirare le sue bellezze. E la gestione di questa complessità deve essere univoca. Non può essere frammentata tra enti e ostacolata dalla burocrazia”.

CENTRALIZZAZIONE – “È sbagliata la creazione di periferie e centro. Secondo il disegno del ministero, infatti, gli oltre 40 milioni annui di ricavi che frutta le gestione di Colosseo e Fori entreranno nelle casse del nuovo ente ministeriale, il Parco Archeologico. Mentre prima erano affidati per l’80% alla gestione della Soprintendenza speciale che in futuro dovrebbe ricevere solo il 30%. ta prendendo forza in Italia l’idea di centralizzare a livello statale tutte le decisioni, anche quelle locali. Non va bene. Non va bene per nulla. Le istituzioni devono restare al fianco dei cittadini.
Il modello di sviluppo che ho in mente per Roma è inclusivo e partecipato, così come avviene nelle principali capitali mondiali. Dobbiamo dire basta alle vecchie logiche del passato. Guardiamo al futuro. La Capitale d’Italia è un patrimonio di tutto il mondo e va preservato”.

Ma non è mancata la risposta del Ministro Franceschini, che su Twitter ha commentato così:

“Incredibile, Virginia Raggi impugna al Tar la scelta di dare al Colosseo vera autonomia e direttore scelto con selezione internazionale!”.

 

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