SPID e CIE: l’identità del cittadino è sempre più digitale

Tra le novità che hanno interessato i cittadini in questi ultimi anni, un ruolo di rilievo è rivestito dalla cosiddetta identità digitale, che trova espressione in alcuni servizi specifici come SPID e Carta d’Identità Elettronica. Ma cosa sono e a cosa servono queste nuove modalità di identificazione della persona?

SPID, un sistema di riconoscimento sicuro e pratico

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) nasce dalla collaborazione tra Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) alcuni Identity Provider e si presenta come un vero e proprio sistema univoco di riconoscimento basato su una user e una password strettamente personali, alle quali si aggiungono in genere ulteriori protocolli di controllo previsti dal singolo provider (come QR Code, impronta digitale e così via).

Questa nuova tecnologia permette oggi di accedere a numerosi servizi digitali offerti dalle Pubbliche Amministrazioni, come nel caso di quelli presenti nell’area riservata INPS o sull’app IO, con evidenti vantaggi in termini di facilità di accesso e di riduzione di tempi e costi legati alle classiche incombenze burocratiche. In questi ultimi anni, infatti, anche gli enti pubblici stanno cercando di allinearsi allo sviluppo digitale già fortemente avanzato in altri comparti privati, come quelli dello shopping online o dell’intrattenimento, dove piattaforme dedicate alla fruizione di contenuti multimediali e giochi si sono fatte apripista di servizi ad altissimo valore aggiunto e ampiamente personalizzabili.

Il boom degli operatori che propongono già da tempo giochi di casino sul web rappresenta un vero e proprio esempio di innovazione e vicinanza all’utente finale, grazie a soluzioni che prevedono non soltanto ampi cataloghi di passatempi ludici ma anche massimi livelli di sicurezza e proposte che si aggiornano in base alle preferenze dell’utente stesso.

Le società che lavorano in tal senso sono state tra le prime a comprendere la portata del fenomeno e a progettare sistemi per la lettura dei cosiddetti big data e per anticipare i bisogni stessi delle persone, arrivando così a creare un modo tutto nuovo di divertirsi e trascorrere qualche ora di relax.

Di fronte a un tale successo e alle potenzialità delle nuove tecnologie, non poteva restare indifferente il settore pubblico che, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia, sta finalmente mettendo a punto sistemi in grado di migliorare l’esperienza del cittadino sia dal punto di vista della comunicazione con gli uffici che della gestione autonoma di pratiche e richieste. In questo senso, lo SPID si è rivelato uno strumento fondamentale per godere appieno di questi benefici.

I dati relativi all’uso dello SPID

Chiariti i vantaggi nell’uso dell’identità digitale con SPID, è interessante osservare gli ultimi dati statistici, che mostrano una crescita nell’uso di questo strumento ma anche disparità tra fasce di età e geografiche. Al sud, per esempio, la percentuale di persone in possesso dello SPID non arriva ancora al 50%, mentre al centro nord si sale fino a picchi del 62% e del 57% in Lazio e Lombardia.

Anche dal punto di vista anagrafico vi sono ancora differenze sostanziali tra i giovani, che nella fascia 18-24 anni dispongono per l’87% dell’identità SPID, contro percentuali molto basse nelle fasce di età più avanzate (34% tra 65 e 74 anni e 14% per gli over 75).

CIE, che cos’è la nuova carta d’identità

La Carta di Identità Elettronica è un altro strumento di identificazione creato dallo Stato e rilasciato dal Ministero dell’Interno, che agevola notevolmente il riconoscimento del cittadino nei confronti di enti e P.A. I possessori di CIE possono, infatti, autenticarsi in piena sicurezza utilizzando credenziali uguali per ogni Amministrazione, accedendo a servizi pubblici e privati in rete sia in Italia che in Europa.

Nonostante la praticità della CIE e l’elevata diffusione tra i cittadini, in realtà finora si registra un utilizzo ancora basso del documento digitale, con percentuali di circa il 33% di persone che l’ha usato almeno una volta e del 5% di utenti che dichiarano di utilizzarlo frequentemente.

Se è vero che i numeri sono in crescita già rispetto all’anno scorso, purtroppo nel 2021 non si è avuta l’espansione che ci si aspettava di questo ulteriore strumento, anche a causa del fatto che non tutti i servizi possono essere richiesti tramite CIE, un problema che limita fortemente l’evoluzione in atto e di cui non è più possibile fare a meno.

L’obiettivo oggi è dunque quello di lavorare sull’adeguamento dei servizi pubblici e sulla digitalizzazione di tutti gli enti, compresi quelli di piccole dimensioni, poiché solo dalla creazione di una rete davvero efficiente a tutti i livelli può passare lo sviluppo dell’intero Paese.


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