La pandemia di COVID-19 ha cambiato per sempre l’istruzione: l’imprescindibile ruolo del digitale

È innegabile, la pandemia, con le scuole chiuse in ogni angolo del pianeta e miliardi di ragazzi e bambini costretti a restare confinati nelle quattro mura e fare lezione a distanza, ha cambiato per sempre il modo di concepire l’istruzione.

Anche prima del COVID-19, c’era già un’elevata crescita e adozione della tecnologia dell’istruzione, con investimenti ed-tech globali che interessavano sempre più istituti scolastici, nelle loro molteplici forme. Che si tratti di app-linguistiche, tutoraggio virtuale, strumenti di videoconferenza o software di apprendimento online, è innegabile che ci sia stato un aumento significativo nell’utilizzo dal COVID-19 e che la pandemia sia stato un vero e proprio booster di questo nuovo trend.

Come cambierà la scuola con l’implementazione del digitale, e quali conseguenze avrà sull’istruzione globalizzata e sullo sviluppo delle nuove competenze di base?

Sarà questo il focus centrale dell’ultimo (ma non per importanza) GoDaddy Talk 2021, fruibile il 6 dicembre alle ore 17.00, sulla pagina Facebook della società di hosting mondiale.

Ospite d’eccezione sarà Chiara Burberi, President e CEO di Redooc.com, piattaforma didattica digitale per le competenze di base – come matematica, italiano, inglese e tanto altro – con più di mezzo milione di utenti registrati, che risponderà ai quesiti più richiesti negli ultimi mesi, da genitori e insegnanti, poste – come sempre – da Veronica Benini (alias @Spora).

Uno dei limiti che hanno incontrato i ragazzi nel ricorso alla DAD è stato il non coinvolgimento, la mancanza di momenti di spensieratezza e socialità, che alleggeriscono anche le lezioni più impegnative.

Redooc è riuscita a superare questo gap e lo ha fatto usando come leva ciò che i ragazzi amano fare di più: giocare. Con l’ausilio della gamification, e quindi dell’espediente del gioco, gli studenti imparano e accumulano competenze come se fossero in un videogioco con gli ostacoli da superare.

Chi lo ha detto che l’istruzione deve essere per forza istituzionale e noiosa?


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